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Osservatorio sulle StartUp Innovative Piemontesi 2018

Osservatorio sulle StartUp Innovative Piemontesi 2018
January 16, 2019 Alessandro Lumia
Osservatorio sulle StartUp innovative piemontesi 2018 dati Torino Finanza. Apertura dell'evento ospitato all'I3P di Torino

StatUp Innovative e Tecnologiche in Piemonte, dati e considerazioni

Torino Finanza presenta i dati dell’Osservatorio sulle StatUp Innovative e Tecnologiche in Piemonte. Ecco il resoconto della giornata.

Ieri mi sono recato all’I3P di Torino, il più famoso incubatore d’impresa della nostra regione. Tema della giornata, come anticipato dal titolo, l’Osservatorio sulle StatUp Innovative e Tecnologiche in Piemonte basato sui dati relativi all’anno 2018.

L’indice della giornata e delle slide:

  • L’approccio macro-economico sul perché abbiamo bisogno delle StartUp
  • La responsabilità generazionale del Valore Aggiunto e la sua crescita in Piemonte
  • Gli Ecosistemi per StartUp e i Business Location Factor
  • La Voce agli Startupper: questionario CAWI
  • Conclusioni finali

Dopo un primo cenno storico sugli anni ‘90 (dalla nascita dei Business Angel per poi arrivare ai VC cioè i Venture Capital) lo studio mostra come nei paesi sviluppati gli investimenti siano decresciuti insieme alla decrescita del Pil dal 1979 al 2015. Il capitale “in soldoni” si è spostato nei paesi emergenti con la delocalizzazione delle produzioni a basso costo. Tuttavia l’argomento è complesso e non basta più spostare le produzioni per rimanere competitivi. Come cercare nuovi fattori di crescita? I dati mostrano come le aziende hanno dovuto rispolverare in molto più netto e programmatico la propensione ad investire in ricerca e sviluppo.

Provando a dare uno sguardo all’Italia il quadro non è molto confortate. Manchiamo della metà l’obiettivo di Lisbona che prevedeva un rapporto tra R&S e Pil al 3% (dato 2017), arrivando ad uno scarso 1,4% mentre la Germania raggiunge il 3%. Nella slide 6 e 7 lo studio cerca poi di capire come trasformare questi investimenti R&S in economia reale e nel farlo raffronta gli investimenti in SU dei rispettivi paesi. Anche qui siamo purtroppo un fanalino di coda dell’Europa. Emerge però come, negli ultimi 3 anni, il CVC sia stato il motore trainante dell’innovazione e come le SUI diventino uno strumento di rinnovo del tessuto economico e “concretizzazione” dei finanziamenti sul territorio della spesa in R&S. Inoltre, altri aspetti da non sottovalutare, come i loro rendimenti tendano a disperdersi oltre il perimetro finanziario di chi li ha realizzati e come le SUI con altre società nel capitale siamo responsabili del 40% del fatturato.  Tornando ai dati italiani iniziamo ad avere accenni di investimenti superiori ai 200 milioni di euro solo dal 2017.

 

Osservatorio sulle StartUp innovative piemontesi 2018 dati Torino Finanza. I dati dell'evento ospitato all'I3P di Torino

 

Qui emerge una prima riflessione, siamo un paese forse poco propenso al rischio e alla creazione d’impresa. Questo aspetto, a mio avviso, ha ovviamente i suoi aspetti positivi rispetto ad altre dinamiche economiche. Abbiamo liquidità e risparmio ma in termini di creazione di valore forse questo ci penalizza. Un altro aspetto che influisce molto ed importante è il tessuto della nostra economia. Ad esempio siamo fortissimi nel mercato agroalimentare, dove però è difficile innovare ma sul turismo ci siamo fatti surclassare dalle innovazioni tecnologiche. Forse è il prezzo da pagare per aver perso in quel modo la Olivetti.

 

Osservatorio sulle StartUp innovative piemontesi 2018 dati Torino Finanza. Foto dell'evento ospitato all'I3P di Torino

Osservatorio sulle StartUp innovative piemontesi 2018 dati Torino Finanza. Chiusura dell'evento ospitato all'I3P di Torino

Vita media di un’impresa raffronto USA – Italia

La discussione è proseguita dando uno sguardo al tempo medio di vita delle azienda nostrane raffrontandolo con il dato della vita media delle stesse in US. Prendendo in considerazione più categorie di aziende (tolte le tech Company che si fermano a 4 anni di vita media) e raffrontandole alle nostre PMI il dato è simile. Vinciamo noi però con un dato vicino ai 13 anni (12,2 anni considerato l’intera nazione, 12,8 anni considerando solo il Piemonte) mentre le “new small business” americane si fermano ad un media di 11 anni. Questo aspetto è da inquadrare in un andamento generale che vede le aziende vivere in ogni caso tendenzialmente sempre meno rispetto al dato della vita media delle persone che invece sale.

Le slide successive si concentrato poi sul “valore aggiunto” delle imprese raffrontandolo al Pil. Anche questo è un dato molto interessante. Sostanzialmente il 40% del valore aggiunto in Italia è generato da aziende costituite prima del 1900. Solo il 6,5% invece proviene da aziende nate dopo il 200o e i dati sono di un rallentamento in questi ultimi anni. Qui emerge come la nostra economia faccia ancora fatica ad uscire dalle vecchie concezioni di sviluppo e di come generalmente si manchi di strategie per l’innovazione all’interno delle aziende italiane. L’incapacità al cambiamento e del mancato supporto all’innovazione è un tema ampissimo e le ragioni potrebbero essere molte, dalla politica economica alla capacità imprenditoriale. In ogni caso i ragionamenti aziendali, per la maggior parte, si sono concentrati sul contenimento dei costi di produzione. Peccato.

Gli Ecosistemi per Startup e i Business Location Factors

La discussione della fase centrale del dibattito prosegue sui fattori locali che favoriscono la creazione d’impresa.

«Se si vuole favorire lo sviluppo delle start up dobbiamo creare attorno a loro un ecosistema che aiuti le imprese a concentrarsi esclusivamente su ciò che sanno creare e sviluppare».

Michael Spence premio Nobel per l’Economia 2001

Eccovi lo schema presentato e che mi sembra spiegare molto bene anche la distinzione tra sistema e fattori globali e locali.

Il modello fattori/relazioni elaborato da Genome Startup nel 2018

Ovviamente il sistema globale passa prima dal lavoro sporco di un sistema locale che deve fare “sistema” appunto. Attratti i talenti e sfornati gli output delle SU crescerà di conseguenza l’esperienza e con la crescita dei business si apriranno anche le opportunità internazionali. Detto così sembra facile ma non lo è affatto. La capacità di fare sistema come paese è un aspetto su cui manchiamo da qualche decennio.

La fase conclusiva dell’evento ha visto correre le slide riguardanti al sondaggio con gli startupper. Eccovi il link per sbriciare e dare un’occhiata: https://www.to.camcom.it/osservatorio-start.

Cosa ne pensate? Non esitate a scrivermi per condividere le vostre opinioni.

Mi occupo di digitale da più di 8 anni. Sul mio blog descriverò le mie esperienze nel mondo digital, scriverò di innovazione e start-up. Se sei interessato ai miei articoli iscriviti alla newsletter.

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